
Firma la petizione on line!

Grazie a Potsy alcuni documenti unici che testimoniano le tappe della vita di Herbert Kilpin a Milano.








IL FAMEDIO
Pantheon degli uomini illustri, o Famedio, secondo un fortunato neologismo coniato nel secolo scorso: qui si concentrano le memorie considerate più rappresentative di una Milano che, nella seconda metà dell’Ottocento, ambiva a guadagnare una posizione di prestigio economico, sociale e culturale nello scenario tuttora "giovane" e in divenire dell’Italia riunificata. Nel 1870, quando ancora fervevano i lavori per completare le parti di affaccio del Cimitero sulla città, maturò quindi la decisione di cambiare l’originaria destinazione a chiesa cattolica del suo edificio centrale per trasformarla in Pantheon: luogo emergente per dimensioni e impegno architettonico su tutte le altre costruzioni e in rapporto diretto con la città attraverso il viale di accesso al Cimitero, di cui costituiva, e costituisce, il traguardo prospettico.
Si trattava di un’asserzione di orgoglio civico che da un lato ereditava la cultura tardo illuminista e romantica di omaggio ai defunti, magistralmente espressa dai Sepolcri di Ugo Foscolo (1807), e dall’altro si inseriva nel più generale moto educativo del secondo Ottocento e nella sua fiducia nell’insegnamento e nel valore degli esempi quale mezzo di avanzamento civile. A queste istanze facevano riferimento le conclusioni della Commissione incaricata di istituire il Famedio nel 1869, ricordando altresì come già nel 1809, in pieno periodo napoleonico, Milano avesse progettato un Pantheon sull’area cimiteriale del Foppone, rimasto poi sulla carta per mancanza di mezzi e per il rapido rivolgimento degli avvenimenti politici.
Il Famedio del Monumentale rappresentava quindi una significativa conquista per la società dell’epoca e come tale oggi deve essere letto e riscoperto, cercandovi i segni di una cultura trascorsa, ma non superata, e pensandolo come "opera aperta", luogo in divenire dove altri meritevoli nomi della nostra epoca possono aggiungersi al "libro d’onore" della città.
HERBERT KILPIN
Herbert Kilpin nasce a Nottingham,al n.129 di Mansfield Road,il 24 gennaio 1870 .Ultimo di nove figli,cresciuto agiatamente, ha la possibilità di studiare e di apprendere un mestiere nell’industria tessile, settore particolarmente sviluppato in città . Già a 13 anni prende parte alla fondazione di un piccolo club calcistico,il Garibaldi, i cui componenti indossano maglie rosse, giocandovi da dilettante. Nel 1891, poco più che ventenne, si trasferisce a Torino, chiamato dall’industriale tessile italo-svizzero Edoardo Bosio , per impiantare i primi telai meccanici. Con i colleghi inglesi che lo accompagnano e con lo stesso Bosio interpretano un ruolo fondamentale per la diffusione del Gioco del Calcio ,fondando il Football and Cricket Club,che fusosi con un’altra squadra, i Nobili, da’ vita all’Internazionale F.C. di Torino,con maglia a strisce gialloarancio-nere.
Trasferitosi nell’F.C.Torinese, disputa le finali dei primi due campionati italiani,nel 1898 e 1899,contro il Genoa,perdendole entrambe.
Da queste sconfitte matura la decisione di fondare un nuovo sodalizio e trasferitosi a Milano con il connazionale Samuel Richard Davies nel dicembre del 1899 dà vita, con altri appassionati Milanesi, al Milan Football and Cricket Club.
Presidente della società è il connazionale Alfred Edwards, mentre l’appoggio finanziario è garantito dall’industriale Piero Pirelli .
Vero innamorato del Calcio, Kilpin è l’alfiere della squadra e pioniere di questo sport in Italia.
Del Milan diventa il primo allenatore e il primo capitano , rimanendolo per più di dieci anni.
Dopo aver insegnato alla squadra i segreti del Football e introdotto altri amici inglesi, riesce a condurla a traguardi allora inimmaginabili.
Tre volte Campione d’Italia, nel 1901,1906,1907 ,egli è un maestro ed esempio di professionalità per i più giovani e da tutto il sistema calcistico della prima ora è riconosciuto come “padre fondatore”del calcio Italiano.
Disputa la sua ultima partita con il Milan il 12 aprile 1908, sul campo di via F.lli Bronzetti,contro il Narcisse Sport di Montreux.
Amareggiato per l’ostracismo mostrato dalla Federazione nei confronti degli stranieri, rimane ancora nell’ambiente calcistico allenando i ragazzi dell’Enotria ,vecchia squadra minore Milanese. Scompare prematuramente a causa di una malattia il 22 ottobre 1916.
I suoi resti, per anni rimasti nascosti all’insaputa di tutti al Cimitero Maggiore di Milano nel campo riservato ai defunti protestanti, sono stati rinvenuti dopo minuziose ricerche da un collezionista e memoria storica del Milan, il Sig.Luigi La Rocca, e grazie a lui deposti, per interessamento della stessa Società, in una tomba più consona alla sua fama, in un colombare del Cimitero Monumentale.
LA RISCOPERTA DI KILPIN IN CURVA
Per un intero trentennio la figura di Herbert Kilpin è stata , putroppo, dimenticata o ignorata dai tifosi che rappresentano l’anima più calda e passionale del tifo rossonero: la Curva Sud.
Anche negli anni dei trionfi nazionali, continentali e mondiali e perfino in occasione del Centenario della fondazione, Kilpin viene ricordato e rappresentato solo marginalmente, seppure proprio la Curva abbia sempre enfatizzato e sottolineato le origini inglesi del Milan.
Questo fino al 2005, anno della nascita di “ Banda Casciavìt”, unione di vari elementi reduci da anni passati in Curva Sud, i quali, archiviata la militanza ( ma non la mentalità) ultrà, decidono di continuare a seguire le sorti della squadra rossonera in altri settori dello stadio, tenendo come prerogative la ricerca, la conservazione, la diffusione, della memoria storica del Milan e dello spirito Milanista.
Fin dagli esordi, i componenti della Banda individuano nella figura di Herbert Kilpin l’ icona, il simbolo, l’ idolo che li rappresenta.
Il baffuto inglese, fondatore, giocatore e allenatore del Milan della prima ora, rappresenta, infatti, la nascita dello stesso sodalizio rossonero, lo spirito più antico della squadra, l’inventore del nome e dei colori sociali.
A lui si deve, inoltre, la tendenza anglofila dei tifosi Milanisti in generale e della Banda in particolare, ricordando ( ed enfatizzando) il fatto che il Milan Football & Cricket Club venne fondato da inglesi e italiani, con il nome inglese della nostra città, con uno spirito anglosassone che lo caratterizzò soprattutto nei primi anni di vita.
Da qui la decisione di dedicare a lui la stessa Banda Casciavìt, che prende il “sottonome” di Herbert Kilpin Firm, ovvero “ditta Herbert Kilpin”.
Nel 1° anello blu della Curva e spesso in trasferta, comincia a fare la sua comparsa uno stendardo a due aste raffigurante la caricatura del fondatore inglese e si diffondono, seppure a tiratura limitatissima, delle magliette che riportano l’effige di Kilpin.
Nasce il blog “ Banda Casciavit”, ancora oggi attivo sulla rete, che nel giro di un anno riesce a diffondere e a raccontare, oltre a mille storie e fatti di cultura e storia rossonera, soprattutto l’importanza che Herbert Kilpin ricoprì per la nascita del Club e per il calcio Milanese.
Il nome del baffuto di Nottingham ricomincia a circolare sui blog, sui siti internet, nei nickname dei tifosi milanisti e il salto di qualità avviene nel 2006, in occasione dell’anniversario del 90° della sua morte, quando la Banda si ritrova al Cimitero Monumentale per rendergli omaggio, affiggere una semplice ma importantissima targa sulla lapide che ne conserva le spoglie, far conoscere l’iniziativa al mondo rossonero grazie a una lettera che la Gazzetta dello Sport decide gentilmente e intelligentemente di pubblicare, seppure censurandone le parti più polemiche :
Spettabile Redazione,
desideriamo comunicarVi che domenica 22 ottobre, ricorrendo il 90° anniversario della morte di Herbert Kilpin, pioniere del calcio italiano e fondatore del Milan Football & Cricket Club 1899, un nutrito gruppo di tifosi Milanisti, per lo più facenti parte del gruppo denominato “Banda Casciavìt”, ha voluto ricordare la figura di questo campione di tempi ormai lontani, ritrovandosi davanti alla sua lapide, al Cimitero Monumentale di Milano, onorandolo con una piccola targa che ne celebrasse l’evento. Conoscendo la Vostra sensibilità in merito alla memoria storica, alla tradizione, alle figure storiche del calcio Italiano, siamo sicuri che apprezzerete il gesto e Vi unirete nel ricordo di questa figura fondamentale ma mai abbastanza celebrata, né onorata, del calcio Milanese.
Sicuramente non dal Comune di Milano, che probabilmente non ne conosce nemmeno l’esistenza, e al cui nome non si è mai degnato di dedicare nemmeno un vialetto delle aiuole attorno allo Stadio, mentre secondo il nostro modesto parere, meriterebbe ben altra considerazione : ad esempio, Spensley, fondatore del Genoa e il Grande Torino, nelle rispettive città, hanno una via, nei pressi dello stadio, a loro dedicati.
Abbiamo pensato, quindi, di rendere giustizia e merito a quel baffuto Campione senza il quale questa meravigliosa maglia e la sua gloriosa storia non sarebbero mai esistite.
Ci piacerebbe scoprire che la stessa riconoscenza riteniate di dovergliela anche Voi: se non da Milanisti, comunque da sportivi, innamorati di un calcio diverso.
BANDA CASCIAVìT – HERBERT KILPIN FIRM 1899
Il comunicato della Gazzetta dello Sport risulterà molto più stringato, privo, come detto, delle note polemiche, ma racconterà, comunque, dell’avvenuta celebrazione.
LUIGI LA ROCCA
nato a Milano il 3 Febbraio 1958
Ideatore e promotore dell’allestimento, nel 1996, presso lo Stadio di San Siro, della mostra «INTER-MILAN Storia e Leggenda», che ha poi assunto la veste di Museo, con il quale ho collaborato sino al 1999.
Curatore della mostra «Centomilan», allestita nel 1999, per il centenario della società, presso la Permanente di via Turati.
Redattore di articoli storici sia per i programmi ufficiali curati dal MILAN, che per la rivista ufficiale «FORZA MILAN !», mettendo a disposizione il mio archivio storico-statistico-fotografico sul calcio.
Coautore dell’Almanacco Illustrato del Milan (ed. Panini), di Centomilan il libro ufficiale del centenario (ed. Gazzetta dello Sport) e di Milan sempre con te (ed. Mondadori). Dal 2001 al 2004, collaborazione con l’A.C. MILAN S.p.A., con mansioni di storico ufficiale della società e curatore del progetto memorabilia tendente a repertare ed archiviare oggettistica rossonera, nell’ottica di una realizzazione di un museo interamente dedicato alla società rossonera.
Aspirazioni: Costituzione di un museo monotematico e multimediale sul calcio, con annessa biblioteca ed archivio fotografico, storico e statistico, che possano rappresentare un punto di riferimento per appassionati e studiosi, dotando il club, che lo mettesse in atto, di un prestigioso sito da cui attingere dati ed informazioni, lasciando alle future generazioni un’importante traccia della propria storia.
Ritengo di avere una tra le più complete raccolte dedicate al calcio, e mi piacerebbe fornire le mie conoscenze (dati anagrafici, coordinate del materiale da recuperare, ecc.) maturate in un ventennio di ricerche.
Interessi: A.C. MILAN – Calcio – Collezionismo – Archivismo – Storia.
STEFANO POZZONI
Nato a Rho (MI) il 19.10.1965.
Cresciuto in zona S.Siro e residente in zona Lorenteggio, a Milano.
Sposato dal 1993 e padre di due figli.
Militante dal 1977 nelle Brigate Rossonere, ( nate il giorno del suo decimo compleanno), gruppo ultrà del Milan, dal 2003 ha costituito con altri
amici post-ultras della sua generazione la Banda Casciavìt – Herbert Kilpin Firm, entità che intende sviluppare e diffondere il Milanismo come cultura e come pratica quotidiana.
Immediato impegno della Banda è stato quello di riscoprire e fare riscoprire alla tifoseria Milanista la figura di Herbert Kilpin, fondatore del Milan nel 1899, per anni dimenticata e trascurata anche a livello iconografico.
Dal 1987 è iscritto e collabora con la Federazione Italiana Collezionisti Materiale Calcio, in quanto raccoglitore di svariate memorabilia e di oggetti calcistici, in particolare distintivi e libri relativi al Milan e al calcio pionieristico italiano, in generale.
Si occupa di ricerca storica relativa al calcio milanese dei primi anni del ‘900, materia per la quale ha , parallelamente, sviluppato una notevole conoscenza legata al territorio, all’urbanistica, ai risvolti sociali e alla storia della città di Milano.
Appassionato e studioso di sottoculture giovanili, ha frequentato per anni il centro sociale COX 18, in cui ha appreso, in particolare, dalla figura di Primo Moroni, la passione e la perseveranza nella ricerca dei fatti, dei luoghi, dei racconti orali, della documentazione e delle immagini relative alla Milano del passato.
Nel 1997 ha collaborato con le Edizioni Shake, di Milano, nella realizzazione della pubblicazione Da Liverpool a San Siro. La leggenda continua e del relativo CD allegato con i cori della Curva Sud.
Ha collaborato saltuariamente con la rivista di controinformazione sportiva Calcio Martello.
Nel 2005 ha scritto e pubblicato per Baldini Castoldi Dalai-Zelig il libro Dove sono gli Ultrà,
una ricerca sulle origini, la storia, le caratteristiche delle tifoserie di 33 squadre di Club del mondo.
Dal 2006 collabora costantemente con il programma radiofonico Onda Ultras a Radio Onda d’Urto, di Brescia, occupandosi di controinformazione sportiva, calcistica e del mondo delle tifoserie.
Attualmente sta lavorando a una ricerca relativa alle antiche squadre calcistiche milanesi e ai loro campi di gioco.
Parla il dialetto Milanese e , soprattutto, pensa in dialetto Milanese.

In occasione della Conferenza Stampa che si è tenuta in data 04.12.09, i Sigg. Luigi La Rocca e Stefano Pozzoni, due tra i maggiori, ma non unici, studiosi e ricercatori della memoria storica Milanista, annunciano l’iniziativa volta a dare il giusto riconoscimento alla figura di Herbert Kilpin, fondatore, capitano e allenatore del Milan Football and Cricket Club 1899, Società della quale ,tra pochi giorni, corre il 110° anniversario della nascita.
Tale iniziativa consiste in una petizione popolare “on line”, rivolta a tutti i tifosi milanisti, agli sportivi e agli appassionati della storia calcistica nazionale e soprattutto, (ci teniamo sottolinearlo), a chi conserva l’amore e l’interesse per la storia e la cultura milanesi, in cui verrà richiesto ufficialmente al Sindaco e al Consiglio Comunale di adoperarsi per inserire il nome di Herbert Kilpin nel Famedio del Cimitero Monumentale cittadino e per dare ai suoi resti una sepoltura consona e adeguata all’importanza che la figura dello stesso meriterebbe.
Parallelamente alla “petizione-on line” che raccoglierà i nomi e le firme da presentare alle Autorità, annunciamo la creazione del presente blog, “ PORTIAMO KILPIN AL FAMEDIO” , in cui potersi documentare rispetto alla storia della figura di Kilpin, illustrandone la vita, le imprese, i fatti e arricchendo il tutto con immagini fotografiche e documenti frutto della ricerca decennale dei promotori stessi e di altri appassionati.
Verrà inoltre creato un “gruppo” con il nome di “PORTIAMO KILPIN AL FAMEDIO!” sul social network FACEBOOK al fine di informare e sensibilizzare i navigatori della rete su questo progetto, con link che riporteranno alla stessa PETIZIONE ON-LINE.